PAGANI UTOPIA

L’azienda di Horacio Pagani si trova nel terzo decennio di vita, e questa è la sua terza opera. Per il filosofo Thomas More, nel 1516, Utopia era un luogo ideale che non esisteva e da allora questo nome indica luoghi soltanto immaginati, sognati. Ma per coloro che plasmano il proprio futuro, per i creativi visionari, l’utopia esiste: si tratta “semplicemente” di scoprirla!

 

Il primo impatto con ogni auto Pagani è uno shock estetico. Utopia infonde un’idea di semplicità. Si aerma ed impone immediatamente le sue linee, così tipiche di Pagani, ma allo stesso tempo così diverse da tutto ciò che hanno realizzato fino ad ora. Una forma più levigata, più fluida e sinuosa. Dal parabrezza, con i bordi superiori arrotondati, ai dettagli delle ali e del cofano, i suoi contorni più sensuali le conferiscono una nuova espressione, una nuova silhouette. Una forma addolcita e perfezionata nel corso del tempo, ma che resta impressa nella mente dal momento in cui la si vede per la prima volta. La parte più dicile del processo per Pagani è stata seguire quanto più possibile l'intenzione originale di creare un oggetto di design senza tempo, invece di seguire la moda del momento.

 

La nuova vettura presenta pochissime appendici aerodinamiche, ma è più eciente che mai. Mentre alcune hypercar sono dotate di un gran numero di elementi aggiuntivi, Utopia ne incorpora la funzione nella sua forma complessiva, raggiungendo, grazie unicamente al suo design, una maggiore deportanza e una minore resistenza aerodinamica.

I dettagli stilistici sono pochi, ma ognuno di essi è talmente curato da poter essere ammirato in sé e per sé: tecnologicamente all'avanguardia, la loro forma si ispira a oggetti degli anni Cinquanta come i fari ausolati degli scooter Vespa o gli allestimenti dei motoscafi Riva. Le ruote forgiate sono dotate di un estrattore in fibra di carbonio a forma di turbina che allontana l'aria calda dai freni e riduce le turbolenze sotto la carrozzeria. Montate su dischi carbo-ceramici, le pinze dei freni hanno un nuovo design alleggerito.

Il ruolo degli pneumatici Pirelli è di trasferire ecacemente a terra l’esuberante coppia e dare il tocco finale all’eccezionale sensazione di contatto con la strada. La loro insolita dimensione – 21 pollici per gli anteriori e 22 per i posteriori – ha innescato una creatività nuova e una peculiare libertà nel design che si nota nelle linee laterali della carrozzeria che avvolge le ruote. E sulla loro spalla appare stilizzata la silhouette di Utopia, a dimostrare come questi pneumatici siano stati creati apposta per lei.

 

Gli specchietti laterali, come sospesi a mezz'aria grazie al supporto a profilo alare, sono distanziati dalla carrozzeria per una migliore aerodinamica, rivelando la meticolosa ottimizzazione raggiunta nella galleria del vento. Le luci posteriori fluttuano ai fianchi delle ali mobili e sono come incastonate negli estrattori d'aria – ogni componente preso singolarmente potrebbe essere esposto nella vetrina di una gioielleria.

I quattro tubi di scarico in titanio, tratto distintivo dell’atelier modenese, sono ancora presenti. Dotato di un rivestimento ceramico per dissipare il calore in modo eciente, il sistema di scarico completo raggiunge un peso di poco superiore ai 6 chilogrammi.

 

Non ci sono schermi, a parte il display essenziale di fronte al guidatore; sarebbe stato più semplice inserire schermi grandi, risparmiando molta fatica nel design, ma gran parte della sua bellezza sarebbe andata perduta. Tutti gli strumenti sono analogici e ognuno dei quadranti principali, di facile lettura, rivela sobriamente parte del suo meccanismo.

Per Pagani, ogni componente necessario al funzionamento dell'auto è un’occasione di creatività. Persino il volante è stato reinventato: in lega di alluminio ricavato dal pieno, dalla corona circolare e le razze fino alla base dello sterzo, che contiene l'airbag. Anche i pedali sono ricavati da un unico blocco di metallo, mentre il meccanismo della leva del cambio è ancora a vista per mostrare tutta la sua ricercatezza. Il tutto con una maniacale attenzione all'ergonomia, all'ecienza e alla facilità di accesso.

La monoscocca in carbonio utilizzata sui precedenti modelli Pagani definisce lo standard in termini di resistenza, leggerezza e qualità costruttiva. Pagani ha scelto di consolidare i punti di forza esistenti, di migliorare l'intreccio delle fibre e di inventare costantemente nuovi materiali compositi come il Carbo-Titanio e il Carbo-Triax. Inoltre, è stato sviluppato un nuovo tipo di fibra di carbonio di Classe A, specifico per applicazioni estetiche come la carrozzeria, che incrementa del 38% le caratteristiche di rigidezza a parità di peso.

 

Il motore V12 di Pagani, un 6 litri biturbo prodotto esclusivamente da Mercedes-AMG è frutto di un enorme lavoro di sviluppo: eroga una potenza di 864 CV e soprattutto una prodigiosa coppia di 1100 Nm. Gira più in alto, è più flessibile e più potente nonostante rispetti le più severe normative sulle emissioni, incluse quelle in vigore in California.

La scelta della trasmissione è stata filosofica: non si tratta di un cambio a doppia frizione, che sarebbe eciente ma pesante e priverebbe il guidatore della possibilità di impostare il ritmo di accelerazione della vettura. Pagani si è invece rivolta a Xtrac, il più prestigioso produttore di trasmissioni per motorsport e auto ad alte prestazioni, per sviluppare il cambio ad ingranaggi elicoidali più rapido possibile. È compatto, leggero e montato trasversalmente per avere un centro di gravità ottimizzato. Inoltre, per soddisfare al meglio i desideri degli appassionati di Pagani, i suoi aficionados, è stato creato un cambio manuale tradizionale a sette rapporti – dato che un finto cambio manuale non sarebbe stato accettabile. Non è stato semplice progettare un cambio del genere, con sincronizzatori e meccanismo adeguati a una pura applicazione. Per quanto intelligenti possano essere diventate le trasmissioni automatiche, nulla può sostituire la padronanza dei cambi di marcia da parte del guidatore: la logica prevalente è solo sua, ogni cambiata è unica e dipende esclusivamente dalla sua decisione e dal suo buon senso, dall'esatta combinazione di condizioni, dalla natura della strada e dall'umore del momento.

Categoria: Auto